Quest'anno con il mio amico Alessandro Mazzei e qualche altro coraggioso, ripeteremo la Transardinia in autonomia. Senza auto appoggio, senza comodità, niente succhi di frutta, snack e passaggi in macchina sempre a disposizione durante le tappe.
Dormiremo negli agriturismi, ci porteremo dietro uno zainetto leggero, con un cambio, acqua e qualche pezzo di ricambio. Ogni sera dovremo lavare e asciugare pantaloncini e maglie.
E dovremo augurarci che tutto ci vada bene, altrimenti addio Transardinia!
Basta un piccolo inconveniente, un paio di raggi rotti, una cambio spezzato, per mandare tutto all'aria.
Terremo un diario della Traversata e porteremo con noi una micro video camera per filmare i momenti piu' significativi.
Io partiro' con la mia Intense 5.5 evp Alessandro con la Ellsworth Rogue.
Ora vi lascio, devo andare ad allenarmi!

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6 comments

# transard [Member] Email on 05/22/09 at 07:35
Siamo in partenza.
Lo zaino è pronto e pesa circa 5 kg (acqua inclusa).Ho cambiato all'ultimo momento ruote e ho sostituito le crossmax con le mavic 819 disc, pneumatici panaracer fire xc pro tubeless, pastiglie nuove, cambio nuovo xtr,
peso della bici 13,4 kg.
La prima notte la passiamo con mia moglie, mia figlia e Ale e fidanzata al B&B Sa domu in sa inza (la casa nella vigna)a Su Canale, Olbia, cena all'agriturismo Desole.
Temiamo un po' le temperatture, che resteranno sui 30 gradi sino a lunedi', ma siamo carichi a mille dall'entusiasmo.
Tornate sul Blog, inviero' quando possibile, il diario delle giornate dal mio telefono-gps tuttofare.
A presto.
giorgio pupillo

# transard on 05/24/09 at 17:31
vi scrivo dall'hotel cikappa di Oliena.
I primi due giorni sono stati davvero duri per il gran caldo, con temperature sempre sopra i 30 gradi. Alessandro ha sofferto anche un gran male alla schiena a causa di uno zaino troppo pesante . C'è voluta la cura Pigozzi a rimetterlo in sella in un solo giorno.
A Mamone ci hanno raggiunto anche Nicola e Roberto e abbiamo percorso la seconda tappa insieme.
67 km il primo giorno come da copione, a parte il gran caldo e 62 il secondo, giornata di panorami e belle discese, allietato dal servizio di ristoro d'eccezione del centro escursioni di Su Tempiesu.
Purtroppo nella discesa successiva Roberto ha distrutto la forcellona Marzocchi Bomber, e ha messo in forse la tappa del Supramonte.
Cena perfetta da Cikappa e ora meritato riposo per tutti.
A presto.


# transard on 05/27/09 at 17:56
Aggiornamento da Seui.
Tappa al Supramonte durissima per il gran caldo. la bici di Roberto è quasi fuori uso, io rompo la mia sella Pure Wtb al titanio, riparata con un legno di ginepro. Alla fine ce l'abbiamo fatta senza ulteriori danni, e abbiamo concluso alla grande con una cena eccezionale da Maria Giovanna, Ai Monti del Gennargentu.
Roberto e Nicola ci abbandonano, siamo di nuovo Ale ed Io.
Tappa del Gennargentu altrettanto dura ma piu' ciclabile, terminata in bellezza con due strepitose discese, una da Bruncuspina in particolare, da Brividi.
Oggi, dopo la ricotta e il latte di capra di Mario Todde a Desulo, siamo partiti per la tappona da 61 km di Perda Liana, con temperature, per fortuna, decisamente piu' miti.
Dopo i saliscendi di Orruinas, bagno al Flumendosa, a seguire, ascesa a Perdaliana e single eccezionale. Peccato invece per la foratura nella mulattiera sopra Seui, che mi ha fatto realizzare che non avevo piu' lattice nel pneumatico. E quindi, monto la camera d'aria e speriamo bene per i prossimi giorni. Ora chiudo, la stanchezza si fa sentire. A presto.
# transard on 05/28/09 at 17:19
oggi sesta tappa. Partiamo da Seui con un bel fresco, inizio di fuoco con la discesa nella mulattiera al rio cannas. Dopo una serie di saliscendi, altra discesa ripida su sterrati veloci a tornanti al rio san girolamo, con tuffo finale nelle acque freschissime di un laghetto circondato da oleandri. Ancora saliscendi sino a Perdasdefogu, incontri con i pastori di Ulassai, ichnusa gelata da ziu Deidda e singletrack da paura a Sa Mola (Armungia). Per finire, ci siamo risparmiati gli ultimi 3 km di asfalto in salita sul cassone di un pick up, cena in grande stile ad Armungia: fregola sarda eccezionale a chiudere una giornata indimenticabile di emozioni e paesaggi.66 km tot. 2300 mt discesa, 1700 mt salita
A presto.
# transard on 05/29/09 at 17:30
Oggi scrivo da casa.
Ultima tappa Armungia Dolianova (Cagliari).
Dopo la ricca colazione preparata dalla signora Lina abbiamo provato il sentiero dei minatori, quello che gli abitanti di Armungia utilizzavano per andare a lavorare nella vicina miniera di piombo antimonio di Villasalto.
Purtroppo il singletrack era un po' chiuso dalla vegetazione, cio' non ci ha impedito di raggiungere comunque la zona mineraria di Su Suergiu.
Mentre arrivavamo attraverso i tornanti della miniera, notiamo un fatto curioso: il vecchio 'impianto di risalita a cremagliera che dalla fonderia si collega alla direzione delle miniere è in funzione, è stato appena ristrutturato, ne approfittiamo per farci dare un passaggio sino a su', dalla direzione delle miniere la vista è davvero suggestiva.
Attraversiamo velocemente il paese di Villasalto e il suo altipiano, diretti verso Monte Genis e Bruncu Senzu, dove ci attende la vera salita della giornata.
450 metri di dislivello che, nell'ultimo chilometro di rampa. ci lasciano senza respiro.
Da laggiu' in poi tutto in discesa o quasi sino ad imboccare il single di Serra Mulano per Dolianova, bello, scorrevole e tecnico quanto basta per chiudere in bellezza la Transardinia sani e salvi anche questa volta.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno letto in questi giorni, un po' di pazienza, presto pubblicheremo anche i filmati!
# transard [Member] Email on 07/10/09 at 18:37
Conclusioni.

Era da tempo che volevo ripetere l'esperienza della Transardinia in autonomia e quando Alessandro me l'ha proposto quest'inverno non ci ho pensato due volte.
E' valsa proprio la pena di portarsi dietro un po' piu' di peso, e avere in cambio la totale libertà nell'affrontare questa stupenda avventura.
Senza l'auto appoggio le cose si complicano e tutto dipende da te.
Sei tu il motore del mezzo che ti porta a destinazione, devi essere ben allenato e amministrarti bene, altrimenti non ce la fai.
Sei tu il meccanico che deve occuparsi della manutenzione della mountain bike, dovrai avere una guida prudente per conservare questa efficienza sino all'ultimo metro della Transardinia.
Serve anche un po' di fortuna. La banale rottura di una sella, se ti capita al Supramonte, a decine di ore a piedi dal primo centro abitato, diventa un problema serio. E' successo proprio a me e dopo averla riparata con un legno di ginepro sono riuscito ad arrivare all'albergo. Il caso ha voluto che Nicola fosse li'con noi alla sua ultima tappa e cosi' ho potuto proseguire la Transardinia con la sua sella, grazie Nicola.
Il periodo scelto non era quello ideale, saremmo dovuti partire ai primi di Maggio, ma a parte i primi due giorni, le temperature sono state accettabili ed il cielo sempre sereno.
Un cielo azzurro sempre terso e pulito, ci ha regalato paesaggi netti e ricchi di colori intensi.
Granito che si staglia contro il cielo azzurro, sterrate a volte dorate, a volte color argento, candide o nere di scisto. Boschi e pascoli di montagna, querceti e lande aride, vecchi pastori e migliaia di capre, pecore, maialini selvatici.
La sera, quando chiudevo gli occhi, mentre tardavo a prendere sonno, mi ripassavano davanti continuamente le immagini dei paesaggi, le curve, le discese, i singletrack.
Maggio ci ha regalato i profumi intensi dei fiori, della macchia mediterranea e delle erbe di montagna come quello dell'elicriso e del timo, che rimaneva a distanza di giorni impregnato sulle nostre scarpe e sui pneumatici.
E' stata la mia ottava Transardinia, eppure all'arrivo a Cagliari sarei stato pronto a rifarla daccapo.
E' un esperienza che ti prende, che impegna il corpo totalmente, e quando torni a casa ti sembra strano non avere montagne da scalare e settanta chilometri davanti prima di cena.
Il giorno dopo l'arrivo a casa sembra innaturale vivere in mezzo al traffico, alle macchine, passare tutto il giorno dentro muri dove non si sente il vento.
Forse è davvero cosi'.
Allora alla prossima Transardinia.
Giorgio Pupillo


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