Ebbene si',
Sollecitato dalla richiesta di Gianpiero from Napoli,il 13 Settembre siamo partiti per una nuova versione di Transardinia, quella cicloturistica.
Gianpiero, Aldo, Stefano, Luigi, Paolo e Alfredo, sei simpaticissimi ciclisti napoletani carichi di coraggio e allegria hanno affrontato e completato 420km di questa Transardinia, che vista l'attrezzatura ed il carico, non è stata meno avventurosa e incerta nell'esito delle altre.
Il giorno dell'arrivo al porto di Olbia, quando li ho visti arrivare su modesti modelli di mountain bike, già pesanti di loro e appesantite ancora di piu' da borse laterali cariche di chissà cosa, ho pensato che sarebbe stata un impresa davvero eroica farli arrivare sino a Cagliari.
Ed il primo giorno, lungo le montagne di Ala' dei Sardi sino a Mamone, è stato un battesimo di fuoco per tutto il gruppo, arrivato poi, in un modo o nell'altro sino all' agriturismo Ertila di Pigozzi. Chi ha avuto i crampi, chi ha capito cosa voleva dire "non piu' di 20 kg tra bici e bagagli, mi raccomando!"
Alla cena da Pigozzi, ho avuto la conferma che questo era comunque un gruppo simpaticissimo, unito, e deciso a non mollare sino alla fine.
I due giorni successivi sono stati piu' leggeri. Da Mamone si scende, prevalentemente, anche se prima dell'arrivo ad Oliena non sono mancate salite impegnative.
Memorabile la colazione con il latte di pecora da Pigozzi e lo spuntino eccezionale al centro servizi di Su Tempiesu.
Il terzo giorno ad Oliena, si fa tappa alle poste e si rispedisce a Napoli una parte del prezioso carico.
Luigi ed Aldo prendono l'asfalto per Orgosolo, mentre io ed il gruppo scaliamo Monte Corrasi diretti verso il Supramonte.
Questa Transardinia XC per la prima volta passa all'estarno del Supramonte, su delle belle sterrate immerse nei boschi. Anche se questa non sarà una tappa dura come quella classica, in 40 km ci beviamo 1600 metri di dislivello. Arriviamo all'albergo da Maria Giovanna ad Orgosolo giusto un attimo prima che si scateni un rovescio di pioggia, C'e' tempo per una doccia calda e poi subito tutti a tavola. Fuori fa freddo, 14 gradi, dentro il ristorante c'è il camino acceso e gli antipasti fumanti che ci aspettano!
Purtroppo questo è il mio ultimo giorno con questo splendido gruppo. Viene a sostituirmi Piero come guida, che li accompagnerà sino a Seui.
Dopo una ricca cena alla sarda saluto tutti e ritorno a Cagliari.
Il gruppo il giorno successivo segue la variante ogliastrina del Gennargentu, la meta finale è Arzana, dalle notizie che mi giungono a fine serata, i ragazzi arrivano senza problemi.
Gli altri giorni scorrono veloci, a Seui Sandro dà il cambio a Piero, e si cambia registro. Mentre Piero, tagliava dove poteva il percorso per alleggerire le tappe, Sandro non fa un km di sconto, e sprona il gruppo che si farà in due giorni 150 km e 3500 metri di dislivello, coprendo la distanza da Seui a Cagliari senza perdere un colpo.
Ormai le gambe girano, tutti hanno preso il ritmo giusto, e all'arrivo al Poetto, (la spiaggia di Cagliari), i miei eroi sono quasi meno stanchi di quando sono partiti. Determinati a finire la Transardinia, rifiutano anche il passaggio che offro sulla mia station-wagon sino al porto di Cagliari, distante da li' 10 km.
Senonchè la pioggia miracolosamente evitata per tutta la settimana di Transardinia, stavolta li sorprende, e per dieci minuti si scatena un temporale di quelli che a Cagliari una volta ogni dieci anni, sembra acqua-bike piu' che mountain bike, ma l'avventura è destino che sia cosi', bisogna accettarla comunque vada sino all'ultimo chilometro.
E' stata una bellissima esperienza, anche questa Transardinia è stata diversa e ricca ed è valsa ancora una volta la pena. Grazie a tutti voi ragazzi, Aldo, Gianpiero, Luigi, Alfredo,Paolo e Stefano.