Transardinia Day 3. Cinquantuno chilometri da Oliena a Orgosolo.
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località di partenza |
km |
ore |
dislivello
salita |
dislivello discesa |
quota massima |
asfalto |
sterrato |
mulattiera |
single
track |
ciclabilità |
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Oliena |
51 |
10 |
1660 |
1030 |
1000 |
10 |
20 |
10 |
11 |
95% |
È il giorno più duro ma anche più bello. La salita, lungo i sentieri rocciosi sospesi sulle pareti del Supramonte, sembra interminabile, ma l’arrivo a Punta Solitta, con la vista a strapiombo sulla valle sottostante, ripaga dalla fatica. Si varca la frontiera del Supramonte, un senso di selvaggia inospitalità pervade il visitatore, un fascino possessivo spinge a mettersi alla prova in un ambiente di bellezza violenta.

Sfidiamo la sacralità del Supramonte percorrendolo con moderne mountain bike, che vengono utilizzate al limite delle loro possibilità. Il sentiero, tecnico e scolpito su roccia tagliente, non è sempre pedalabile. Meglio scendere e spingere, magari curiosando tra gli ovili secolari di Pistoccu,Taletto e Ata Bianca, affacciandoci sul bordo della voragine di Su Suercone. Ci riposiamo un attimo sull’altipiano carsico di Campu Donanìgoro, un tempo pascolo conteso con il sangue, senza fare troppo rumore perché è il regno di numerosi branchi di mufloni.

Si prosegue pedalando su sentieri adatti più alle capre che non alle biciclette, ammirando l’abisso della gola di Su Gorroppu, il candore di Nuraghe Mereu e attraversando luoghi dai nomi pittoreschi: Campu su Mudrecu, Scandalittu, Ianna Filae, per concludere la giornata alla foresta di Funtana Bona. All’albergo sull’altipiano di Montes, la padrona Maria Giovanna premia le sofferenze della giornata con i piatti della migliore cucina barbaricina. C’è il tempo per due chiacchiere davanti al camino poi tutti a nanna. La Transardinia non concede tregua, il giorno seguente ci attende la scalata del Gennargentu. |