Transardinia, in mountain bike sul Gennargentu

Traccia 1 - Da Montevecchio a Piscinas. Villaggi fantasma ed epic rides.


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localita' di partenza 

distanza

Km

dislivello

quota massima

tempo

ciclabilita'

grado

 asfalto

sterrato

mulattiera

sentiero  

test

voto

Montevecchio

  31

 927 mt

 450 mt

4 h

99.5 %

medio

  0km 

  15 km

    8km

   8km

12/10

8/10

 

Situato ai piedi del rilievo basaltico dell'Arcuentu, Montevecchio è il maggior bacino minerario per piombo e zinco dell'isola. esteso su un vastissimo territorio, diviso tra cantieri di levante e di ponente il suo sfruttamento risale ad epoca antica. Sfruttato già dai romani ed in seguito dai pisani, nel 1848 re Carlo Alberto rilasciò a titolo perpetuo , la concessione al sassarese Giovanni Antonio Sanna.

Da quel momento iniziò lo sfruttamento industriale della miniera che si protrarrà ininterrottamente e con profitto sino agli  anni sessanta per poi declinare e finire del tutto nel 1991. Non minore importanza dei cantieri e della zona mineraria riveste la fitta macchia di lentischi, corbezzoli e lecci di queste pendici del monte. Mantenute per decenni dalle stesse società minerarie che le usavano per approvigionarsi del legname e del carbone indispensabile per l'esistenza della miniera, oggi custodiscono il silenzio e la presenza di numerose specie animali, tra cui il cervo sardo, raro ungulato, oramai presente in pochissime località, ed esclusivo dell'isola. Per un approfondimento visitate il sito www.archiviominieramontevecchio.it

  

  

                                           

                                            Le miniere di Montevecchio.

Si parte dal centro di Montevecchio, villaggio Gennas. Si può lasciare l'auto di fronte al centro informazioni del parco geominerario e proseguire in bici a sinistra n direzione Ingurtosu. Passando davanti all'unico spaccio del villaggio si giunge ad uno spiazzo con giardinetto e fontana dove è meglio fare rifornimento d'acqua. Ripresa la strada in direzione Ingurtosu, si intravede sulla pendice sinistra del bosco di leccio una mulattiera, chiusa da una sbarra rossa. Qui inizia itinerario.

La mulattiera sale con un paio di tornanti fino ad una zona di scavi, recintata da un alto reticolato. Seguite il reticolato sino a trovare il varco, comodo per il passaggio delle mountain bike. Da qui in poi, seguire la traccia gps non sarà difficile.

Il primo tratto del percorso si snoda su singletracks e mulattiere attraverso un bel bosco di lecci. Un paio di saliscendi su fondo tecnico prima di scendere decisi verso un sistema di dighette che dovevano servire ad approvigionare i vicini stabilimenti minerari. Dal primo bacino Donegani si passa affianco al secondo, più piccolo bacino Zerbini, dopo un singletrack pianeggiante, un altra discesa ci porta alla suggestiva Laveria Lamarmora, passiamo attraverso i ruderi degli edifici minerari, alla nostra destra più in alto il villaggio di minatori di Telle. Di fronte a Telle il pozzo Amsicora, dove nell'estate del 1991 rimasero rinchiusi per mesi sei lavoratori delle Miniere, che si opponevano, con la forza della disperazione, alla sua chiusura.

  

                                          Transardinia Day 4. Singletrack d'alta montagna,versante Sud del Bruncuspina

                                                        Mulattiera a Montevecchio in una giornata di nebbia.  

Il sentiero termina e si ricongiunge alla sterrata Montevecchio-Ingurtosu, dopo  circa un chilometro passiamo davanti ad altri centri di estrazione, Pozzo Casargiu e Pozzo 92. a sterrata sale e dopo una serie di tornanti scollina a Schina Craboni, dove sulla sinistra scorgiamo le miniere di piombo zinco di Ingurtosu. Da questa sella intercettiamo un sentiero nascosto sulla destra , che prima in piano, poi con un paio di strappi ci porterà sino a Genna Sa Murta, dalla quale si gode un panorama sulla vallata, Ingurtosu e le dune di Piscinas.

Siamo nuovamente su una sterrata ripida ed a tratti tecnica, che scorre tra ruderi minerari, che dovevano un tempo ospitare i minatori. Velocemente arriviamo sulla collina che sovrasta il monumentale centro minerario di Naracauli. Dal nostro punto di osservazione non possiamo vedere i grandiosi resti di archeologia industriale. Invece ci aspetta una discesa freeride lungo una piramide di residui di lavorazione della miniera, che ci fa perdere in un colpo 100 metri di dislivello e che ci porta sino al fondo valle, dove scorre un ruscello, affianco ad una piccola galleria dove i carrelli carichi di minerale, per gravità giungevano sino a Piscinas, dove il minerale veniva caricato su piccole imbarcazioni che lo portavano al porto di Carloforte, dove proseguiva la navigazione su battelli più grandi. 

Dopo qualche guado intercettiamo il sentiero 191 del CAI, tecnico e divertente. All'inizio la traccia segue il fondovalle e la strada sterrata parallela, poi si scosta ed entra nel bosco che fiancheggia il Rio Naracauli, con spettacolari cambi di fondo e di ambiente naturale.

  

  

                                         bruncuspina nevaio

                                         Il sentiero 191, alle spalle i resti di lavorazione della miniera di Naracauli           

Il sentiero termina su una spianata sabbiosa, ormai si iniziano ad intravedere le dune di Piscinas, coperte dai ginepri, ed il mare: lo scenario naturale è di una struggente bellezza . Prima della spiaggia, prendiamo la sterrata che porta verso Costa Verde ed il Rio Piscinas, seguiamo il fiume e guadiamo, seguendo sulla mulattiera che lo costeggia. Qui, nella stagione invernale si guaderà almeno dieci volte, il fiume, in alcuni punti reso rosso da agenti inquinanti residui di lavorazione di minerali. La mulattiera ricomincia a salire ripida verso i torrioni di Monte Arcuentu, rientrando poi nel bosco.  

  

                                          

                                           Dopo un singletrack da sogno, una vista da sogno sulle dune di Piscinas.

Adesso la fatica comincia a farsi sentire, ma ci distrae pedalare all'interno del fitto bosco di lecci coi suoi colori e profumi.

Il buon fondo, aiuta e senza penare eccessivamente ci ritroviamo sulla sterrata forestale di Schina Sa Piedadi, ed in pochi minuti siamo di nuovo a Montevecchio termine del giro e punto di partenza. Durante la buona stagione ci si potrà concedere il meritato relax al gradevole chiosco situato all'ingresso del villaggio. 

                                    

Testato Dicembre 2010

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