Transardinia, in mountain bike sul Gennargentu

Seconda tappa Mamone-Oliena

54 km 730 mt dislivello 7 ore

Agriturismo Ertila, Mamone, 4 Maggio 2004

  

  

  

  

  

  

  

  

  

Max passa il tempo come puo' nell' attesa che finisca di piovere.

Tappa di passaggio dal nord al centro dell isola, dagli 800 metri dell'altipiano di Bitti , attraverso i territori pietrosi e selvaggi di Orune  sino al candido calcare del Monte Corrasi di Oliena              

SI comincia bene, a colazione oggi abbiamo latte di pecora appena munto, marmellate di mele cotogne fatte in casa, biscotti sardi, yoghurt genuino ed enormi fette di pane con miele e burro.

Ci siamo svegliati davanti al camino, con la brace ancora calda, fuori invece Il cielo e’ plumbeo, ha piovuto tutta la notte e piove ancora, la temperatura è di 8 gradi.

Non siamo entusiasti di partire con queste condizioni e quindi aspettiamo un miglioramento.

I siciliani, che hanno passato tutto il giorno prima sotto l'acqua, caricano le moto sui pick up, si prendono una giornata libera e vanno a visitare nuraghi.

Per noi invece arrivano da Bitti due  tute cerate da campagna pesanti che ci dovrebbero aiutare a non prendere troppa acqua durante la giornata.

Alle 11 sembra che abbia smesso di piovere e proviamo a partire.

La vecchia mulattiera da Mamone a Bitti  e’ lunga sei chilometrie ed è intrisa di acqua. Le ruote delle mountain bike schizzano fango dappertutto,  In breve le cerate verdi cambiano colore e le nostre facce diventano maschere d'argilla. 

Di pedalare con questi scafandri addosso non se ne parla proprio, quindi, alla fine della discesa, arrivati a Bitti ce le togliamo e le infiliamo nello zaino.

  

  

Max ed io ci arrangiamo come possiamo, ora si puo' partire.

Appena fuori da Bitti lungo la strada per Nuoro, prendiamo una  strada sterrata privata che attraversa una fattoria.

Qui ricomincia a piovere fitto, ci ripariamo sotto lo spiovente del tetto della fattoria, dopo qualche minuto una porta si apre, esce un corpulento pastore, noi ci scusiamo per l'irruzione, siamo nella sua proprietà privata e in Sardegna a queste cose ci tengono parecchio, ma il pastore dopo averci visto bagnati e infreddoliti, con un sorriso cordiale, ci invita ad accomodarci in cucina , vicino al camino acceso .

Fatte  le presentazioni e ’impossibile rifiutare l’ospitalita' di Diego, Giorgione per gli amici. Dopo un po' di conversazione Giorgione mette sul tavolo una forma del suo pecorino, la salsiccia, un po' di pane pistoccu ed inizia ad affettare. E difficile fare complimenti e rifiutare l'assaggio, specie della ricotta appena fatta e ancora grondante di latte, qualche minuto dopo è il momento di annaffiare il tutto con vino rosso ad elevata gradazione. E' la mano della provvidenza!

Dopo uno spuntino abbondante reso pesante da qualche alcolico di troppo, smette di piovere e purtroppo dobbiamo lasciare Giorgione ed il suo camino.

Davanti alla fattoria, ben nascosta, la mulattiera prosegue tra i campi coltivati, qui qualche raggio di sole  rende abbagliante il verde intenso dell'erba alta.

La mulattiera ci porta sul margine meridionale dell’altipiano di Bitti, in localita'  "funtana de oliana" , da qui parte una delle downhill piu’ belle dell' intera Transardinia . Per le nostre mountain bike ci sono  tanti chilometri di discesa panoramica, su fondo veloce con curve paraboliche, salti e canaloni.  

  

  

 

 

Da Giorgione troviamo riparo, ospitalità e...ricotta appena fatta!

  

Alta velocita’, tecnica e adrenalina, ci portano da 800 metri al livello del mare con una  bella discesa iche, interrotta da una salita nei pressi del pozzo nuragico di Su Tempiesu, prosegue poi sino al ponte di Marreri, lungo la Nuoro-Siniscola.

Attraversiamo  la superstrada, tornando  al mondo del progresso per un attimo, poi riprendiamo a salire sulla strada di Marreri, una delle poche strade provinciali ancora non asfaltate dall ANAS.

Risaliamo per 8 km giungendo ad una sella dal nome pittoresco: Ianna e S'Ozzastru. Da qui raggiungiamo un ovile con annesso abbeveratoio, mentre riempiamo le borracce, esce il pastore, un vecchietto, che ci racconta di come se la sia scampata bella dall' incendio della scorsa estate.

Siamo  di nuovo a 500 metri di quota.

Per le nostre mountain bike c'è ancora una bella mulattiera ripida supertecnica  e piena di canaloni. Poi, ahimè asfalto, sino al ponte sul Cedrino e sino ad Oliena .

Sono ormai le 8 passate quando arriviamo all’hotel Cikappa, punto di partenza per tanti escursionisti del Supramonte .

  

Ianna e S'Ozzastru, Panorama su Monte Corrasi.Oliena.

Per poter scendere a cena dobbiamo farci prestare un phon  per asciugare le scarpe . La cena al Cikappa , manco a dirlo, e’ una gioia dei sensi: cinghiale in umido con olive, sapori indimeticabili.

Alla fine del secondo giorno la stanchezza inizia a farsi sentire, cerchiamo di riposarci e speriamo che le condizioni meteo migliorino  domani e’il giorno piu’ difficile del giro.

  

  

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