Transardinia, in mountain bike sul Gennargentu

                                                             Prima tappa: Olbia-Mamone

                                                                           transardinia 2004. Un po' d'acqua

  

61 km  

dislivello 1020 metri

6 ore totali

Olbia, 3 Maggio 2004

  

  

  

  

  

  

  

 

  Dirottamento sull'asfalto della statale 389 Monti-Ala' Dei Sardi causa pioggia.

La tappa di inizio non è troppo impegnativa, l'incognita semmai è costituita dalle condizioni meteo: nonostante un inizio maggio stupendo,adesso soffia un bel vento di scirocco con nuvoloni scuri che promettono pioggia.

Partiamo dal porto di Olbia, uscendo dalla citta' in direzione Sud lungo la Via Roma, poi arrivati allo Stadio Nespoli  andiamo sulla vecchia strada per Enas.   

E siamo subito in campagna, fra querce, olivastri, perastri e muretti a secco, lungo una stradetta parallela alla ferrovia. All'altezza della stazione ferroviaria abbandonata di Enas, attraversiamo la Olbia-Sassari.

Siamo su una sterrata e inizia  una bella salita: la strada dei pellegrini di San Paolo di Monti, che sale ripida sino ai 500 metri di quota dell'altipiano  tra corbezzoli e querce. Arrivati non senza fatica sull'altipiano, ritroviamo l'asfalto, e proseguiamo sino ad immetterci  sulla vecchia  strada statale Monti-Nuoro. 

Altipiano di Monti, vicino al borgo di Sos Rueddos.

Appena imboccata la statale  inizia a piovigginare e il mio pantalone tecnico, causa di qualche lavatrice di troppo, lascia passare la pioggia, come la giacca antivento. Mi rendo conto che siamo stati troppo ottimisti nella scelta dell' abbigliamento: troppo, troppo ottimisti.

Avremmo dovuto provare una variante: un percorso tra campi e demanii forestali ma, causa pioggia, ahimè decidiamo per l'asfalto. Dopo 25 km pedalati sotto una pioggerellina insistente, arriviamo ad Ala’ dei sardi, un austero paese di montagna costruito tutto col granito estratto nelle tante cave della zona.

La pioggia ora diventa intermittente e ci permette di pedalare. Arrivati al bivio per il  campo sportivo di Alà, deviamo a sinistra per una stradina che porta al demanio forestale. Qui riprendiamo la sterrata, il paesaggio è piacevole, siamo in un ambiente di  boschi di leccio e quercia, tutto intorno silenzio e ampi orizzonti interrotti da curiosi picchi di granito.  

Il peggio sembra passato, siamo stanchi, con i pantalocini e le maglie bagnate ma non manca tantissimo all'arrivo. L'altipiano di Alà Dei Sardi costituisce un ambiente naturale fantastico, lo sguardo spazia a 360 gradi su foreste e spettacolari formazioni granitiche colorate dal sole che volge al tramonto. Il profumo intenso del timo e delle altre erbe di montagna ci riempie le narici.

La sagoma di Punta Sa Donna si staglia sul fondo meridionale dell'altipiano, la nostra destinazione è proprio là dietro.

Altopiano di Ala' Dei Sardi.

L’ultimo tratto di salita è su una bella mulattiera in mezzo al bosco , siamo nei pressi di nuraghe Ortuidda , vicini alle sorgenti del Tirso.  Scolliniamo e siamo  sul versante di  Bitti da qui solitamente si gode un bellissimo panorama che, dalla vallata di Bitti spazia sino al Montalbo di Lula.

Noi purtroppo, arrivando al tramonto,  dobbiamo rinunciare alla vista perche’ piove.

Siamo fradici e stanchi e la temperatura ora scende rapidamente. Su questo falsopiano le nuvole sono basse e la nebbia ed il buio limitano la visibilità .Fiancheggiamo una zona di rimboschimento, intravediamo le sagome dei pini larici, siamo a 1000 metri di quota, piove e la temperatura è di 8-10 gradi. Arriviamo gelati in discesa di fronte alla colonia penale di Mamone, resa ancora piu' spettrale dall'oscurita'. Ormai manca poco per  l’agriturismo Ertila , percorriamo l'ultima salitina a gran ritmo grazie ad un inspiegabile ritorno  di energia.

Quando arriviamo, ci buttiamo sotto una doccia bollente e rigeneratrice, per fortuna il cambio dentro lo zaino è quasi asciutto. Dopo pochi minuti siamo davanti al camino dove mettiamo ad asciugare gli indumenti usati e le scarpe.  Ci riscaldiamo con un the caldo, qualche bicchiere di  vino e un po’ di chiacchiere.   

Davanti al camino, riscaldato dal fuoco, dal vino e dalla calda accoglienza di Pigotzi sento una profonda sensazione di benessere, accresciuta dalla soddisfazione data dall'avere completato la tappa nonostante tutto. 

Pigotzi, padrone dell'agriturismo Ertila, merita un cenno particolare. Quando arrivi da lui ti sembra di essere in famiglia, tra amici. E'il posto perfetto dove riscaldare l'animo, le ossa, e ricaricarsi di energia.

Piu' tardi arriva un gruppo di dieci siciliani in moto da cross, guidati da Fabio, una vecchia conoscenza. Loro, coperti di fango, sono in condizioni quasi peggiori delle nostre. Davanti al camino ora c’e’ di tutto ad asciugare .

Tramonto sull'altopiano di Bitti.

La cena e’ eccezionale, maccarrones fatti in casa, porcetto arrosto, seadas, formaggio dal suo ovile, vino cannonau e mirto . Onoriamo il pasto offertoci senza metterci molti problemi tanto domani si brucerà di nuovo tutto.

I siciliani sono diversi dai sardi,noi siamo tendenzialmente riservati e sileziosi mentre loro

fanno un gran casino… Ci scambiamo impressioni ed esperienze di viaggio, specie con Fabio esperto quanto noi di mulattiere e sentieri.

Parliamo anche della tendenza degli enti locali ad asfaltare tutto anche dove non serve a niente. Comuni, Province, Comunita' montane nella fretta di spendere fondi comunitari hanno asfaltato vecchie sterrate in angoli remoti dell’isola privando l'ambiente per sempre del suo fascino incontaminato e selvaggio .

La notte, dopo che tutti i siciliani vanno a letto e finalmente c’e’ silenzio, apriamo 2 lettini e ci mettiamo a dormire davanti al camino con il fuoco ancora acceso, bel finale di giornata no?

  

 

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