Transardinia, in mountain bike sul Gennargentu

Quarta tappa: Orgosolo-Desulo

Transardinia 2004. Day 4. Il  Bruncuspina sotto la neve a Maggio

  

57 km

dislivello 1411 metri

9 ore totali

Orgosolo, 6 Maggio, 2004

Partenza albergo

"ai monti del Gennargentu"

  

 

Rifugio Bruncuspina 1550 metri.

6 Maggio 2004. Fonni.

  

L'albergo "Ai monti del Gennargentu" è a 1000 mt di quota, solitario nell'altopiano di Montes.

Quando ci svegliamo, vedendo le nuvole color piombo e la pioggia battente, ci viene voglia di rimetterci a letto, all'esterno deli nostri bungalow ci saranno 5 gradi, fatti due calcoli in cima al Gennargentu potrebbe persino nevicare.

Mentre facciamo colazione davanti al bel camino acceso, chiamiamo Lellei Cugusi, che ha un agriturismo proprio accanto al rifugio di Bruncuspina a 1500 metri, e gli chiediamo come sia la situazione al Gennargentu. Lui ci risponde che fuori dal suo agriturismo sta nevicando abbondantemente!  La neve a Maggio in Sardegna è davvero un evento raro e quasi miracoloso, ma per come ci sta andando questa Transardinia ormai non ci meravigliano più di nulla !

Attendendo una decisione sul da farsi ammazziamo il tempo facendo manutenzione alle bici.

Dopo qualche ora la situazione non è cambiata, allora pranziamo in albergo, al caldo davanti al camino, dove finiamo di asciugare le nostre scarpe che erano ancora umide.

A pomeriggio inoltrato, sotto una fitta pioggia il nostro piano prende forma: Raimondo, gentilissimo padrone dell’albergo, ci offre un passaggio in Land Rover sino al rifugio di Bruncuspina, sotto il passo del Gennargentu, arrivati lì vedremo il da farsi. Ancora speriamo che lo strato di neve sia basso e ci permetta di pedalare, cosi' da poter fare almeno meta' tappa, dal rifugio del Bruncuspina fino a Foresta Girgini.

Arrivati al rifugio, lo spettacolo che ci troviamo davanti e' proprio come descrittoci da Lellei, padrone del vicino agriturismo, ci sono 10-20 cm di neve fresca, ed è impossibile proseguire.

Non ci diamo per vinti e decidiamo di proseguire via asfalto, ringraziando Raimondo  che se ne va. Scendiamo mezzo congelati  via asfalto lungo la statale Fonni-Desulo, sino al passo di Tascusi', al bivio giriamo in direzione Arco Goddettorgiu, da li' scendiamo sino a Desulo su uno splendido  singletrack nel bosco di castagni che un tempo fu anche il percorso di una gara di Downhill .  

Il racconto che segue descrive invece il percorso che teoricamente avremmo dovuto fare quel giorno ma che  Max  ed io facemmo nel Novembre 2003 nel corso di una  traversata da Oliena a Cagliari.

  

 

Arrivo a Funtana Bona, all'orizzonte la sagoma di Monte Novo San Giovanni.Orgosolo.

Lasciato L’albergo al mattino presto, visto che a Novembre tramonta presto, percorriamo i dieci chilometri di asfalto che dalla zona di Montes portano alla caserma forestale di Funtana Bona.Il paesaggio è piacevole: un altipiano di  pascoli interrotti da ruscelletti e pozzette, che lasciano poi il posto a rimboschimenti di  alti pini larici appena prima di entrare nella bella foresta. Arrivati alla sorgente di Funtana Bona, prendiamo una mulattiera malandata che sale ripida sino  a Janna e’S’Orroali, sotto Monte Fumai. Da li' ci si affaccia sul versante di Villanova Strisaili avendo davanti a noi i 1500 metri di Monte  Genziana. Seguiamo un singletrack tecnico e al limite per le nostre mountain bike, che scorre lungo la gola scavata da un torrente. Lungo il sentiero  possiamo ammirare spettacolari formazioni rocciose ed enormi querce secolari, scampate a devastanti incendi.

Singletrack a Ianna e s'Orroali.Orgosolo.

Dopo 1.5 km si arriva a un pascolo dove sono evidenti le rovine di un antichissimo villaggio, è una zona ricca di acque, ad ogni lato scorrono purissimi e gelidi torrenti di montagna che rendono obbligatorio il guado a piedi scalzi. Oltre il torrente  si prende  una mulattiera in direzione est  che sale dritta sino a 1100 mt  verso Villanova Strisaili, si passa Genna Tuvara , e si inizia una bella discesa di circa 6 km, che lascia l’ovile "Is Eras" a sinistra scendendo lungo un torrente sino a incrociare presso il ponte "su muru" la  vecchia statale Nuoro-Lanusei, da li' a sinistra , si percorrono un paio di km di asfalto sino a un bivio sterrato a destra ,che passa  sotto il ponte alto della nuova Nuoro-Lanusei  , si scende  e si guada il rio calaresu. Siamo ora a  quota 800 metri,  all'inizio del sentiero che segue  una lunga e profonda valle che termina  a 1350 metri, alla sella di Genna Duio, dove inizia la sterrata che dopo numerosi tornanti ci portera' sulla cima  del Bruncu Spina, con i suoi 1829 metri, seconda vetta della Sardegna.

Sterrata sopra Genna Duio, panorama sulle cime innevate del Gennargentu.Fonni.

Lasciamo sulla sinistra i resti di un villaggio chiamato Badu e’ Cresia, dove un tempo appunto si dice sorgesse un monastero, dopo aver guadato scalzi per l’ennesima volta il Rio Sa Pruna, procediamo sul single track lungo il  fiume sino a passare a fianco del cuile  sa Murta. Qui vive in solitudine Mimianu Cadau, un pastore di 80 anni, da solo bada alle bestie, fa il formaggio che poi i figli portano al paese, le finestre dell’ovile non hanno vetri ma lui, incurante del freddo continua la sua dura vita da pastore, la vita che ogni pastore faceva sino a non molto tempo fa.

La salita sterrata da qui  diventa davvero ripida, con pendenze oltre il 15%.  A volte non resta altro da fare che scendere e spingere le bici. Il tormento è accresciuto da un paio di saliscendi notevoli. Finalmente arriviamo  ad una fonte a circa 1100 metri, qui  la sterrata finisce.

Il singletrack lungo il Bau Duio.Fonni.

Incontriamo un gruppo di forestali di Fonni  in pausa pranzo, sono li’ per allargare e  ripulire  il vecchio sentiero ormai stretto e invaso dai  rovi. Siamo i primi a percorrere il sentiero ripulito e ingentilito da un paio di ponticelli in legno. Il primo tratto e’  bello e panoramiico, specie nei pressi del cuile sa Mela, dopo un paio di chilometri facili  diventa tecnico con passaggi su gradoni di roccia da brivido. La parte finale del tracciato e’ ancora  allo stato originario, a tratti pedalabile poi ripido e stretto, con  molti guadi e qualche rovo. La vegetazione a tratti è fitta, dopo una curva all’improvviso  avvistiamo un gruppo di mufloni. 

Il singletrack lungo il Bau Duio. Passaggio su roccia.Fonni.

Si inizia a vedere il Bruncu Spina, da qui sotto la sua  imponenza e’ ancora piu’ evidente e quanta strada c’e’ ancora da fare!

Inizia a piovere e fa abbastanza freddo , il sentiero ora sale verso i vivai della forestale di Genna Duio, diventa ripidissimo e scivoloso, carichiamo le mountain bike in spalla e ci arrampichiamo su questa pista, rischiando di scivolare all’indietro visto l'equilibrio precario. Arriviamo ai vivai morti di stanchezza. Da li’ mancano ancora 2 chilometri e mezzo di tornanti su una sterrata prima di incrociare la strada asfaltata che va al rifugio di Bruncu Spina .

Salita con bici "a coddu" a Genna Duio.Fonni.

Arrivati all’asfalto a quota  1500 mt, prendiamo la  mulattiera che ci porta alla cima del Bruncu Spina, è un'altra salita massacrante, pero'  la vista spazia a 270 gradi sulle valli intorno, davanti ai nostri occhi, il Supramonte, Monte Albo. Le montagne brulle ricordano l'Atlante marocchino, cavalli bradi, vacche si nutrono di erbe profumatissime: il timo e l’aspridda. Vediamo tutta la valle Da punta s'Abile sino alla confluenza col Flumendosa, alla casa cantoniera di Pira e’ Onni. 

Tornanti a Genna Duio. Fonni.

Con l’energia  rimasta proseguiamo lentamente la salita  fermandoci  ogni tanto a tirare il fiato. Dopo 3 quarti d’ora con la temperatura vicina allo zero e visibilita’ bassissima arriviamo in cima ! Ci abbracciamo, è un bellissimo momento, molti non capiscono cosa possa significare ma per noi e’come essere sull’ Everest. Siamo anche giunti alla meta' esatta della Transardinia.

Nevaio sulla mulattiera per Bruncuspina.Fonni.

Dal versante opposto parte un singletrack di alta montagna che segue in quota la cresta verso Punta la Marmora, la cima piu’ alta del massiccio del Gennargentu(1834mt) . Siamo immersi nella nebbia, la visibilita' è ridotta ad una ventina di metri, vediamo solo il sentiero appena davanti alle nostre ruote, ma riusciamo a procedere sulle nostre mountain bike grazie al Gps utilizzando una traccia  memorizzata in precedenza .Il single track  per le difficolta’ tecniche, la splendida vista , i profumi intensi, e le condizioni meteo sempre proibitive è forse  il piu’ bello  della Sardegna .

transardinia, gennargentu

Gennargentu, Bruncuspina. Il singletrack piu' bello e piu' alto della Sardegna.

Prima di arrivare a Punta Paolinu seguiamo il singletrack  verso Arcu Artilai, dopo 2 km prendiamo l'innesto verso il rifugio La Marmora (dal nome del Generale Piemontese che esploro’ la sardegna centocinquant’anni fa). Passati i ruderi del rifugio siamo ad una quota piu' bassa ed usciamo dallo strato di nebbia, possiamo ora procedere a vista lungo un singletrack tecnico molto veloce, pieno di gradini e salti. Dopo un chilometro il sentiero ridiventa una mulattiera e piega a destra verso degli ovili secolari, detti Is Meriagos, ancora oggi utilizzati. Giunti agli ovili dopo un guado imbocchiamo  la sterrata che dopo molti  saliscendi porta dai 1400 metri attuali ai 1000 metri  di Arcu Goddetorgiu. Al quadrivio di arcu Goddetorgiu  prendiamo  a sinistra  in discesa per Foresta Girgini  e, dopo 1 chilometro, sulla destra troviamo il bivio che finalmente ci porta all’agriturismo di Girgini, gestito dal pastore Mario Todde.

Singletrack in cresta a 1800  metri. Bruncuspina. Fonni.

Mario in verita e’ un ex- pastore, dopo tanti anni di lavoro con le greggi in giro per l’isola ha venduto le pecore ed ha aperto il suo agriturismo, continua comunque ad allevare le capre, i maiali semi selvatici e a produrre ottimo miele. E’un tipo riservato, ma se a suo agio, si apre e si trasforma in un ottimo conversatore.  Al nostro arrivo ci piazziamo davanti al camino e non ci alziamo fino a dopocena

La cena e’ buona,ravioli e braciole di maiale selvatico cotte alla brace, squisite,annaffiate da vino ogliastrino bello denso.

Dentro l'agriturismo, davanti ad un bel camino acceso, stiamo decisamente bene, fuori la temperatura e’ bassa, vicina allo zero, le cime delle montagne intorno sono coperte di neve, facciamo l’ultimo sforzo, usciamo fuori al buio e laviamo le bici prima di andare a dormire. Guardiamo il cielo, squarci di sereno fanno intravedere le stelle, forse domani sara’ meglio, questo tempo rende ormai la nostra traversata un impresa quasi impossibile.  

  

 

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