Racconta La Tua Transardinia

E’ stata dura, hai pedalato, sudato, pensavi di non farcela ed invece ora sei qui a descrivere la tua esperienza.

17 thoughts on “Racconta La Tua Transardinia

  1. La Sardegna non e’ solo mare.

    Prendi un’aereo , imbarca la tua bici ( MTB ) , riempi uno zaino per 8 gg. e parti.

    Appena arrivi l’accoglienza è da squadra affiatata , tutti consapevoli che sarà l’inizio di un’avventura unica .

    Mattino ore 9 si parte tutti in sella , tutti dietro a quel ragazzo di cui non ci ricordiamo ancora bene il nome ma che conosce la strada.

    Incominci a capire che sarà dura e faticosa perchè le salite si fanno sentire e la meta non arriva mai.

    Il sole picchia e ti asciuga, il fondo della sterrata è sconnesso e pietroso e la tecnica di guida incomincia a fare la sua parte. Giunge la sera e arrivi alla meta, e’ una vittoria , guardi il g.p.s e dici: 70 km. cercando di incrociare lo sguardo di qualche compagno che commenti con te l’impresa.

    Si formano le camerate da 2, da 3 , non importa , quando arrivi a sera doccia e cena sono e saranno il tuo premio per tutta la settimana ma soprattutto trovando ospitalità sincera e cordiale .

    Passa il primo, il secondo , il terzo giorno e la stanchezza si accumula , i dubbi prendono il sopravvento , non siamo ancora neanche a metà ed è sempre più faticoso, ma tieni duro perché sei in un posto meraviglioso, la natura selvaggia ti avvolge, i siti storici ti raccontano di quella terra che stai attraversando, la fauna ti osserva e a volte si mostra nella sua bellezza apparendoti in mezzo al sentiero o sopra un’albero, i profumi ti inebriano e la pedalata faticosa e lunga passa prima.

    Avanti così tra cime irraggiungibili, discese interminabili, pietre , sentieri, guadi ,sino all’ultimo giorno quando dall’alto dell’ultima fatica vedi il golfo che ti aspetta ed allora ti butti giù per quella discesa che sai essere l’ultima e che ti libera da quel patto che hai fatto con te stesso il primo giorno , quello di non mollare .

    Ed è così , sei arrivato , hai percorso 450 km con 11000 di dislivello , e’ finita , chiami casa .

    Questa è la Transardinia, dove un gruppo di ragazzi fantastici, per passione, ha segnato un percorso che attraversa la Sardegna da Olbia a Cagliari passando per il cuore dei monti sardi , attraversando poderi recintati , scavalcando cancelli, guadando fiumi, costeggiando laghi, il tutto tra animali al pascolo, cavalli allo stato brado, cinghiali, mufloni, cerbiatti , tartarughe ecc.., Non è solo un’avventura, è di più, è fatica, è resistenza, è passione da mettere alla prova, è per chi si sente Biker e per una volta vuole staccare la connessione dal mondo e vivere per 7 gg. in sella alla sua MBT , perché come dice il motto : la Transardinia la desideri, la Transardinia la ami, la Transardinia la cerchi , la Transardinia la consigli al tuo ………………………..( per conoscere il finale, quando sarete la , chiedete di Alessandro ).( sito http://www.transardinia.net).

    Roberto Mollo

    Io non ho facebook pertanto se volete pubblicarlo dovrete farlo voi.

    p.s

    se capitate dalle mie parti guai a voi se non mi chiamate .

    ciao e buone vacanze

  2. Ciao!

    ho letto con entusiasmo i vostri racconti sulla transardinia; vorrei farla anche io a cavallo tra aprile e maggio e vorrei farti delle domande.

    1) Cosa ne pensi se la faccio in solitaria? ho già all’attivo come viaggio in solitaria il giro della corsica, ed il giro dei pirenei ma era tutto asfalto; si corrono grossi rischi ad essere soli in mezzo al nulla? mi consigli dei tagli dettati dalla prudenza?

    2) tecnica: suggerisci borse + portapacchi o zaino? non è mia intenzione campeggiare ma di sera in sera mi appoggierò ad agriturismi / alberghi. Tieni presente che all’occorrenza sono un campione nel farmi il bagaglio leggero

    3) tecnica: io ho una front ed in discesa me la cavo. Ci sono discese molto “cattive”?

    Un caro saluto e grazie

    Luca

  3. Salve a tutti , mi chiamo Christien e insieme a Federico abbiamo realizzato un sogno che fino ad oggi pensavamo irrealizzabile.
    christien

    La Transardinia 2012 in autonomia è stata un’avventura fantastica , dura e faticosa, ma grazie ai preziosi consigli di Giorgio Pupillo , del suo staff e di questo sito pieno di informazioni fondamentali , siamo riusciti a completarla nei tempi previsti senza nessun intoppo di percorso .
    Federico

    La preparazione invernale fatta di allenamenti assidui ed intensi con ogni condimeteo ( pioggia ,neve, vento,fango ..), la cura dell’alimentazione , la meticolosa configurazione della MTB e di tutto il materiale al seguito ( quattro cose) e soprattutto la “testa giusta” ci hanno permesso di affrontare questa dura prova , divertendoci.
    Christien

    Le tracce GPS di Giorgio, facili da seguire , gli hotels/B&B/agriturismo a fine tappa tutti molto buoni ( i proprietari molto simpatici e disponibilissimi) ci hanno permesso di gustarci tutti i colori , i profumi ,i sapori della Sardegna selvaggia.

    Grazie ancora a Giorgio Pupillo ed ai suoi amici che con il loro duro lavoro ci hanno dato la possibilità, di passare questo breve periodo in sella ad una MTB .

  4. Aggiungo l’interressantissimo resoconto della Transardinia in Autonomia scritto magistralmente da uno dei tre eroici partecipanti Marco Centin:

    LIBERI COMMENTI ALLA TRANSARDINIA, ovvero la traversata da nord a sud della Sardegna effettuata nell’agosto 2011…

    La Transardinia in MTB? Ne avevo sentito parlare per la prima volta durante il XII Cicloraduno Nazionale FIAB tenutosi a Cagliari dal 17 al 20 giugno 1999…
    Alcuni giovani tra gli organizzatori ipotizzavano la costituzione di una COOP che avrebbe potuto vendere il pacchetto turistico ovvero una faticosa ed impegnativa traversata da Nord a Sud attraverso terreni selvaggi ed impervi.

    Precursori, visionari, mi immaginavo che il loro entusiasmo fosse più il risultato di un momento positivo dovuto al favorevole riscontro del Cicloraduno che non il frutto di una robusta e sedimentata convinzione…
    A me comunque l’idea piaceva per il suo carattere di novità, d’impresa quasi epica, certamente avventurosa ma non ci davo troppo credito… si sa….”tra il dire e il fare….”
    Il loro entusiasmo si sarebbe presto arenato al primo confronto con i duri scogli della realtà burocratica ed organizzativa.

    Invece, fortunatamente, mi sbagliavo e solo qualche anno più tardi il progetto era diventato realtà; le informazioni, disponibili su Internet a chiunque, offrivano la partecipazione a questo viaggio alla “modica” cifra di circa mille euro…
    Un po’ troppo per le mie tasche anche se le spese sostenute non sono poche (c’è la jeep al seguito, una o due guide, gli accordi con i pastori per il transito in terreni privati, i pernottamenti, …)

    Cosicché da alcuni anni seguivo, “di sponda”, con interesse le proposte di alcuni operatori lagnandomi sovente perché non venivano rese disponibili tracce GPS o indicazioni di massima per l’auto-gestione del percorso.

    L’assistenza di una guida è garanzia di sicurezza nel percorso ma è proprio questa “tranquillità” che sottrae all’evento una grossa quota adrenalinica che è rappresentata dal fatto di gestirsi la logistica in un territorio così complesso.

    Quando perciò ho colto che i fratelli Actis, compagni di tante gite sugli sci, avevano in cantiere la Transardinia autogestita mi si sono drizzate le antennine e mi sono passivamente accodato a loro, certo della loro serietà, pignolosa preparazione, e competenza.

    La chiave di volta che ha reso possibile questa traversata è la disponibilità sul sito http://www.transardinia.net di una SERIA traccia GPS che, opportunatamente affiancata alla cartografia, definisce ad ogni bivio quale strada seguire.
    E di bivi in Sardegna ce ne sono davvero tanti….

    L’autore, probabilmente non compreso da alcuni, che ha reso accessibili tali tracce lo avevo già contattato via e-mail e si era dimostrato persona scrupolosa ed affidabile. Già dalle prime settimane in cui maturava qualcosa di più serio che la vaga idea a fare la TS avevo acquistato da lui la mitica maglietta rossa…

    Abbiamo poi avuto la fortuna di conoscere di persona Giorgio durante il ns primo pernottamento presso l’agriturismo Ertila presso Mamone la sera di martedì 23 agosto. Nonostante risieda a Cagliari si sposta molto frequentemente lungo tutta la Sardegna per testare in continuazione eventuali variazioni al percorso, variazioni che si concretizzano in continui aggiornamenti alla traccia GPS su Internet….
    Bella voglia!!!

    Abbiamo concretamente iniziato a pedalare da Olbia intorno alle ore 8,00 di martedì 23 agosto per fermarci lunedì 29 nel pomeriggio dopo avere percorso oltre 467 km e superato 11.595 metri di dislivello.

    L’utilizzo del GPS è assolutamente indispensabile se si vogliono percorrere le strade sterrate/sentieri.
    Le sole carte (laddove disponibili anche se al 25mila) sono imprecise, non aggiornate, vaghe, quando non addirittura fuorvianti. Non tanto per una colpevole responsabilità degli editori quanto per la rapidità della mutazione nelle condizioni del fondo delle strade, permessi di transito, frane, attività militari in corso, incendi, presenza di cancelli più o meno valicabili. Il numero di piste e di conseguenti bivi è impressionante. Per cui non solo è inevitabile affidarsi ad un valido GPS ma occorrerà anche avere una traccia con il maggior numero di punti possibili ed essere esperti nell’utilizzo dello strumento (io mi sono vergognosamente affidato al nostro vate….)

    Resta valida, qualche volta, la possibilità di “saltare” un tratto di percorso optando per il più agevole asfalto (nonostante la nostra profonda fede fuoristradistica siamo arrivati qualche volta a ringraziare per la presenza di asfalto su alcune varianti….) risparmiando tempo ed energie.

    Su alcune di queste varianti il traffico automobilistico è pressoché inesistente. Va da sé che sulle strade bianche si possano passare ore ed ore senza incontrare esseri umani né scorgere anche solo un manufatto umano… frequenti invece incontri con maiali selvatici, mandrie di mucche magrissime, cavalli, cervi, cerbiatti, rapaci, capre, pecore, …

    L’incontro sempre gradito che spesso non si verifica è quello con l’acqua. Il che consiglia di dotarsi di idonea scorta idrica la cui volumetria è in funzione del clima e delle proprie abitudini.
    In realtà di acqua in Sardegna ce n’è ed anche di qualità ma è sottoterra e di pompe/fonti che rendano disponibile il prezioso liquido non ce ne sono tante.

    Le poche, pochissime persone incontrate lungo il percorso appartenevano al Corpo della Forestale o, caso ancor più frequente, erano addetti al servizio anti-incendi, stipendiati, immagino, da qualche ente pubblico. Si trattava quasi sempre di persone… genuine, immediate, gentilissime, che ci offrivano da bere e non di rado, da mangiare, che vivevano durante il giorno in strutture più o meno semplici, probabilmente auto-costruite e posizionate strategicamente ai fini della prevenzione degli incendi, terribile minaccia per una terra arida e secca come l’interno della Sardegna.

    Il senso di solitudine nel quale ci si viene a trovare, per noi abitatori di aree urbane eccessivamente abitate, rende indispensabile una certa predisposizione psicologica. Oserei quasi dire che è anche una prova di carattere mentale “reggere” il senso di solitudine di cui ci si circonda. Arrivare in un paese o al luogo del pernottamento la sera è un po’ come ritrovare la persona che eravamo alla partenza, quasi un viaggio dentro e fuori se stessi.

    Gli agriturismi frequentati si sono dimostrati tutti di livello medio se non ottimo. In qualche caso ci sono stati offerti olio per lubrificare le bici, una gomma con l’acqua per il lavaggio. Va da sé che più le strutture sono di carattere “industriale” (grandi alberghi) minore è l’attenzione per il piccolo ciclista mentre i più modesti agriturismi ci hanno consentito di lavare e stendere agevolmente i nostri vestiti sudati, cosa non facile nei grandi complessi alberghieri.

    Anche l’attenzione alla cena offerta era inversamente proporzionale alla volumetria della struttura ospitante. Standardizzazione e globalizzazione vanno puntualmente a detrimento della qualità dell’offerta. Ovunque comunque acqua calda ed elettricità ci hanno consentito di lavare i ns vestiti e ricaricare l’armamentario elettrico-elettronico che noi figli del III millennio ci portiamo inesorabilmente appresso.

    Le bici non hanno evidenziato particolari problemi. Ciò grazie ai preventivi investimenti decisi prima della partenza: coperture e pastiglie dei freni nuove, sostituzione di tutte quelle parti usurate, più soggette a possibile rottura. Walter aveva anche un copertone di ricambio. Lungo il percorso non vi sono ciclisti salvo ad Oliena (non specializzato valido quindi per riparazioni di lieve entità); la cittadina di Nuoro si trova a dodici km di asfalto da Oliena ed ha un valido ciclista ma occorre deviare dal percorso.

    In merito all’allenamento è richiesta più che una grande abilità sul tecnico una grande resistenza allo sforzo prolungato ma mi permetto di evidenziare l’aspetto psicologico, ovvero serve soprattutto una forte motivazione. Ogni giorno pedalavamo dalle ore otto circa fino alle 18 o 19. La colazione non ci veniva sempre servita prestissimo, cosa che avremmo gradito perché al mattino le temperature erano più sopportabili. Intorno a metà tappa, anche per sfuggire alla calura, in alcuni giorni insopportabile, ci si fermava per consumare un magro spuntino fatto di ciò che ci portavamo appresso se non era disponibile un bar. I prezzi ovunque sono contenuti. La birra Ichnusa padroneggia ovunque e viene servita gelata, una vera chicca per i ciclisti assetati. Occorre non esagerare pena l’assopimento garantito nel pomeriggio…

    CRONACA del VIAGGIO

    Mart 23/8 da Olbia a Mamone km effettivi 76 per dislivello mt 2265
    Ottimo viaggio con passaggio ponte su linea MOBY. Ormai i “poveri” pontisti dispongono di materassoni gonfiabili con pompe elettriche che si allacciano alla rete da 220 V. della nave. Noi in puro stile wild-wild-west abbiamo dormito sul crudo pavimento con un sottile strato divisorio che ha evidenziato la rude & spartana grezzitudine dei tre transardinia-men…
    Dopo una ventina di km di asfalto abbandoniamo la comoda strada per entrare nel regno dello sterrato… salite impegnative e poco asfalto dove non incontriamo neanche un’auto.
    L’arrivo è in discesa all’agriturismo Ertila poco distante dalla frazione Bitti di Mamone.Trattamento principesco, solo noi e per cena ci raggiunge Giorgio, lo stesso che ha reso disponibili le tracce GPS in rete.
    Merc 24/8 da Mamone a Oliena km effettivi 57 per dislivello mt 1210
    Veloce discesa passando nei pressi della casa circondariale (leggi carcere) più simile ad un albergo che ad una casa di pena. Pare che i detenuti siano ladruncoli che in regime di semi-libertà lavorano all’esterno e rientrano per cena. Una sorta di mezza pensione coatta… noi presto ci imbuchiamo in stradine sterrate, lunga discesa su terreno sconnesso. L’arrivo ad Oliena sarà faticoso per via della interminabile salita. All’arrivo presso l’albergo CIKAPPA due ragazzini messi a guardia del locale sono gli unici gestori. Non aspettandoci ci invitano a ritornare due ore dopo… non fosse stato per la pazienza di flavio e walter me ne sarei andato, invece con una telefonata rintracciano il gestore che scusandosi ci raggiunge in 15 minuti. Aria condizionata ed una ottima cena mi fanno dimenticare l’infelice esordio. Dopo cena passeggiamo per il paese e la via del centro è interdetta alle auto e strapiena di tavolini con gente di tutte le età a godersi la frescura serale. Gelato e nanna.
    Giov 25/8 da Oliena a Orgosolo km effettivi 41 per dislivello mt 1765
    Da Oliena usciamo presto percorrendo una lunga strada ripidissima cementata che adduce al Monte Maccione. Dal parcheggio, tutto all’ombra fortunatamente, un interminabile traverso ci sposta verso sud-est. Di Orgosolo non vediamo neppure una casa perché l’arrivo all’Hotel “Monti del Gennargentu” è in un altipiano selvaggio, ricorda certe zone desertiche dell’Africa. Un basso lago, qualche rara pianta, “un paio di ippopotami non starebbero neppure male” penso. Ovviamente, nonostante le mail di conferma delle prenotazione di cui flavio ha copia cartacea, anche qua non siamo aspettati ma non c’è nessun problema. In mezz’oretta la ns stanza in un confortevole bungalow, è pronta e cena e colazione si riveleranno di alto livello. Solitamente la cena è innaffiata da Cannonau a volontà che con i suoi leggiadri 14 gradi concilia il sonno, qualora non ci fossero bastati gli sforzi pedalatori.

    Ven 26/8 da Orgosolo a Arzana km effettivi 69 per dislivello mt 1590
    Bellissima tappa il cui esordio non risulta spaventoso (digerire le abbondanti colazioni sarde, quasi sempre a base di latticini, su pendenze sostenute è sempre traumatico) in cui percorriamo una piacevole zona pianeggiante, sembra un parco del Kenia, fino a giungere alla consueta casa forestale dove scambiamo quattro chiacchiere con un simpatico addetto.
    Poi si esce dalla zona bosco e si comincia a salire, transitando nei pressi del monte Fumai. Scopriremo dopo un paio di ore il giro di 270 gradi che ci siamo fatti per arrivare ad un colle, panoramico, da cui inizia una lunga discesa in un territorio assolutamente disabitato. Con un telefono satellitare ci si sentirebbe ancora legati al mondo civile… speriamo non succeda nulla. Fortunatamente anche le fonti di acqua, seppur rare, si trovano, e sono anche fresche!
    Poco prima dell’arrivo ad Arzana, paese che non ho trovato particolarmente attraente, walter buca ma scendiamo sulla interminabile strada sterrata gonfiando più volte la ruota. Anche qui si erano fumati la ns prenotazione ma veniamo sistemati in una panoramica stanzetta con magnifica vista sulla piazza principale del paese. Fino alle 2,30 del mattino la frizzante gioventù arzanese ci accompagna con l’effervescenza tipica del venerdì sera impedendoci di dormire. Chiudere la finestra non si può, il condizionatore non funziona, cosicchè l’indomani saremo un po’ più rintronati del solito…

    Sab 27/8 da Arzana a Seui km effettivi 73 per dislivello mt 1685
    Felice di lasciare Arzana iniziamo su asfalto salendo subito e costeggiando la strada che porta all’Osservatorio Astronomico. Mi stupiscono alquanto le numerose pubblicità di un happening di atletica leggera internazionale tenutosi allo stadio di Arzana pochi giorni prima…
    Nella giornata di oggi percorreremo con le bici anche un tratto di strada ferrata!!! Incredibile, che avventura! La rete non è dismessa ma circolano due o tre convogli durante tutto il giorno! Il trenino è a scartamento ridotto e parte da Arbatax. Funziona soltanto nei mese estivi sebbene nel 2010 una discreta affluenza abbia indotto i gestori a prolungarne il funzionamento anche in ottobre. La pensioncina di Seui è un graziosissimo B&B gestito da una giovane mamma, gentile e carina. Ci spedisce per cena in un ristorante nei pressi dove io, reduce della calura giornaliera, trascinerò walter e flavio a cenare sul balcone per rischiare un congelamento… peccato perché la cena era ottima!!!

    Dom 28/8 da Seui a Armungia km effettivi 72 per dislivello mt 1830
    A malincuore lasciamo Seui, grazioso paesino che ci ha trattati davvero bene e riprendiamo la lunga marcia che ci vedrà percorrere un interminabile discesa su strada sterrata per risalire gli ultimi tre km su asfalto fino all’abitato di Armungia dove una ex-caserma dei CC, trasformata in delizioso rifugetto, ci vedrà coccolati da una sorta di ex-capò affettuoso ma molto bravo ai fornelli. Mangerò infatti talmente tanto da stare male la sera. Ci siamo, come in tutte le piccole strutture, soltanto noi e stiamo come dei pascià.
    Lun 29/8 da Armungia a Cagliari km effettivi 78 per dislivello mt 1250
    Sob, quasi mi dispiace essere arrivati alla fine. La tappa finale in realtà ci impegna notevolmente. Raggiungiamo la sommità di un monte con discreta fatica ma il tempo per consolarci con l’infinito panorama è breve perché dobbiamo toglierci da questo enorme altipiano e poi iniziare la lunga discesa verso la piana di Cagliari. Quando vediamo il mare in lontananza abbiamo ancora qualche ora prima di raggiungerlo, sebbene sembri lì, a portata di pedale. Lungo l’estesissima spiaggia del Poetto, ovvero il buon ritiro marittimo dei cagliaritani, ci godiamo il meritato bagno di fine viaggio anche se l’acqua è gelida. Ciò non risulta sufficiente a farci rinunciare ad un paio di birre medie, sempre accompagnate da patatine & similari, prima di rimetterci in sella per entrare nella caotica atmosfera urbana di Cagliari e fermarci al ns hotel, un “turistico” alloggiamento che nulla ha a che fare con l’ambiente familiare e caldo delle passate serate. Cena in una pizzeria della catena “rosso-pomodoro” identica a quella che si trova a torino, aosta, bruxelles e in parecchie città europee. I prezzi sono ormai quelli continentali, niente più Ichnusa da 66 cl ad un euro…

    Mart 30/8 giretto per Cagliari e treno con destinazione Olbia
    Giro turistico a piedi in cui visitamo Cagliari godendo del bellissimo quartiere centrale “il Castello” e dei tre altri quartieri che compongono la città. Giorgio ci raggiunge in un bar del centro e prendiamo un caffè insieme scambiandoci impressioni e pareri di alcuni tratti. Alle 15,00 saliamo sul treno per Cagliari con due cambi. Alle 22,30 quasi puntuale la nave della Tirrenia salpa da Olbia per attraccare a Genova alle 14,30 del giorno dopo. Lo sbarco con le biciclette è quasi meglio che quello pedonale!

    Mer 31/8 recupero auto a Genova e rientro a Torino
    Negli immediati pressi dello sbarco, approfittando della festa del PD, ci concediamo un pranzetto ristoratore a base di pizze farcite e focaccia di Recco. La birra non è più l’Ichnusa dei giorni scorsi ma non stona. L’auto è stata lasciata ad alcuni km dal porto perché è tutta zona disco ed occorre pagare. Con pochi km, che oltretutto possono essere ben spesi se si attraversa il favoloso centro storico di GENOVA, si parcheggia a gratis in zone forse anche più sicure. Purtroppo all’arrivo constatiamo la foratura di una ruota dell’auto il che ci ritarda di una mezz’oretta il rientro che comunque avviene senza problemi.

    Considerazioni di natura economica
    Purtroppo dall’anno scorso al 2011 i prezzi dell’attraversamento in traghetto hanno subito un forte rialzo. Quest’anno, solo il traghetto è costato intorno ai 150 euro, per il semplice passaggio ponte.
    Nel complesso, senza mai farci mancare birre in abbondanza a pranzo (se si attraversavano paesi), gelati post-cena, acqua minerali, souvenirs vari, nonché il viaggio da/a Torino, il treno da Cagliari a Olbia, non ho speso più di 650 euro, direi quindi una spesa sostenibile se raffrontata agli 891 euro per la sola tratta sarda a cui occorre aggiungere tutti gli spostamenti che elevano il costo di almeno altri 250 euro. Insomma meno della metà…

    Ringraziamenti
    Innanzitutto a walter e flavio actis che sono stati i veri progettisti della riuscita del percorso. Hanno fatto un lavoro certosino, precisissimo e indispensabile scaricandosi le tracce, suddividendole opportunatamente, contattando Giorgio Pupillo per gli eventuali aggiornamenti…
    Era un piacere avere ad ogni bivio flavio che con sicurezza imboccava ogni volta il bivio giusto… e quando questo non accadeva (ben di rado!) c’era walter che con le mappe, stampate fronte/retro per risparmiare utili grammi e ridotte in modo da ottimizzare i volumi, integrava con la precisissima cartografia!!!
    Giorgio Pupillo è stato colui che ha reso “pubbliche” le indispensabili tracce GPS. Senza il suo operato la Transardinia sarebbe rimasta una perla riservata a chi aveva la possibilità di aggregarsi ai viaggi organizzati. Il coraggio di “rompere” una certa omertà per concedere a chi, spero sempre nel massimo rispetto del territorio e delle persone che incontrerà, avrà la voglia di ripercorrere questo tracciato. Oltre a quanto ha fatto, sta continuamente integrando/migliorando diversi punti e questo gli costa spesso viaggi lunghissimi da Cagliari… tutte le sue migliorie le ribalta poi sulle nuove tracce sempre disponibili… Dio lo abbia in gloria!!!
    I meccanici della ditta Dedonato di Torino che hanno sostituito/riparato tutte le piccole magagne della mia bici che altrimenti, in un viaggio di tale lunghezza ed impegno, avrebbero potuto obbligarmi alla resa…
    Tutti i gestori dei posti tappa, in particolar modo quelli di Mamone, Seui ed Armungia che hanno dimostrato più che uno spirito di business-man uno spirito di solidarietà e comprensione verso chi arriva stanco, sudato e puzzolente ad una tappa e gradisce magari, più che lussuose ed appariscenti sistemazioni, la possibilità di lavarsi, di parcheggiare le bici in posti “sicuri” e godere di una cena locale, sana, abbondante e ben condita dalle opportune bevande!

    Documentazione fotografica
    È di imminente pubblicazione la serie completa delle foto scattate sul sito http://www.flickr.com/photos/snowlover62/sets

    Link su internet
    Per dovere di cronaca segnalo il link a http://www.transardinia.net , sito di promozione ed approfondimenti sull’itinerario, che propone anche una versione della Transardinia con guide ed auto appoggio nei periodi primavera/autunno e altre escursioni in Sardegna e da cui è possibile visionare belle fotografie.

    Grazie per l’attenzione, marco

  5. Giro dietro approvazione anche la bella email che Daniele ha spedito ieri a tutti i partecipanti alla Transardinia Aprile 2011

    Ciao ragazzi,

    spero di aver ricopiato bene i nomi e gli indirizzi di posta di tutti voi Transardini. Solo ora riesco a scrivervi per salutarvi, per chiedervi come va la vita dopo la bella esperienza in quel di Sardegna.
    Io ho avuto benefici, sia dal punto di vista della forma, che è migliorata, sia dal punto di vista morale e caratteriale. Sono cambiato, la Transardinia mi è entrata dentro e mi ha fatto diventare diverso. Conoscendomi, so che questo cambiamento non sarà definitivo, ma è già molto. Non ho ancora perso del tutto questi cambiamenti, sono ancora con la testa sulle nuvole (in realtà questo non mi riesce molto difficile) ma sono più buono e paziente e sto facendo più ferie del solito, perché mi prendo meno problemi, pur mantenendomi efficiente.
    Devo ringraziare tutti voi per questa bellissima esperienza, siete stati dei compagni di viaggio fantastici, ognuno con le proprie caratteristiche. Vi ricordo tutti, le sbandate di Giorgio, un vero funambolo ed un ottimo ragazzo. Le battute e le imitazioni di Alessandro, sprecato come guida perché il suo posto sarebbe in televisione (ma dai…meglio guida altrimenti non l’avrei conosciuto)
    Il sorriso di Alessandra, e come andava in salita……… ero costretto a guardarla da dietro, involontario Ale, andavo troppo piano.
    La tranquillità e la sincerità di Paolo, proprio un buon ragazzo.
    I romani, beh, da morire dal ridere……
    L’ironia e le battute di Enrico…
    Ai veneziani ho già fatto i complimenti in occasione di una cena con loro a Venezia.
    Resta Giorgio, il capo, il presidente, il comandante, che dire, mi domando ancora come ha fatto a mettere insieme il percorso e creare la Transardinia.
    Questo nome raccoglie sudore, fatica, montagne, boschi, prati, fiori, profumi……….!!! Un applauso a Giorgio !!!!!!!!!!!!!!!!
    Tutte sensazioni che ho vissuto insieme a voi !!!!!
    Siete stati i migliori compagni di viaggio, un viaggio irripetibile, durissimo per me, che non ero nemmeno molto preparato, forse adesso andrei meglio ma poco importa, a me piace soffrire nella vita. Si apprezza di più la cena, le cene, magnifiche, ho apprezzato ogni piatto, che goduria….
    Mentre vi scrivo ho mangiato biscotti con marmellata di corbezzolo acquistata a Cagliari prima della partenza, squisita.
    Qui nel continente sono le 7 e 20 di sera, stiamo preparando una bella cena, me la posso concedere dopo il giro in bici da corsa sui Colli Euganei di stamattina. Vi saluto ragazzi, non posso dirvi alla prossima perché non so quando tornerò in Sardegna, ma la tappa del Supramonte, prima o poi, voglio farla.
    Chi dovesse venire dalle mie parti è pregato di chiamarmi, ne sarò felice.

    Un abbraccio a tutti

    Daniele

  6. che dire……tutto molto emozionante, come fosse la prima volta, e io di transardinia ne ho già fatte tre. Ogni volta che ricordo i discorsi, commenti, suggerimenti, approvazioni, dell’ultima cena a Armungia da sig.ra Lina mi commuovo e mi si stringe un po il cuore, perchè sentire così vicino delle persone che quasi nn conoscevo, mi ha fatto sentire molto importante. Quasi sempre ultimo a supportare i meno preparati….cioè nessuno….perchè ero io il meno preparato, mi sentivo il motore nascosto della comitiva, quello sempre pronto a sdrammatizzare e infilare sempre una stupidaggine per far sorridere il gruppo. Non esisteva competizione nessuno doveva per forza arrivare primo da nessuna parte, tranne alla cena perchè se no finiva tutto. Per quanto riguarda i paesaggi ormai nn mi stupiscono più, in quei posti mi sento a casa, la mia casa, quattro giorni su sette li passo in montagna e difficilmente riuscirei a staccarmi. Ribadisco il concetto di Alessandra per quanto riguarda la sintonia del gruppo, fenomenale, è bello come si possano abbattere le differenze di età in un contesto così……la bici…..quello che forse univa tutti metteva tutti d’accordo e come ha sottolineato l’amico Enrico tutta la traversata nn dimentichiamo che ” LA BICI C’HA DU RUOTE” ricordate??????? Che dire su Giorgio……..complimenti per la perfetta organizzazione, compresa la scelta delle guide, ah…ah…ah… Per la prossima TRANS…ci saranno ancora più varianti, per la felicità di grandi e piccini, e per quelli che hanno maledetto i km e il dislivello. Adesso non so più cosa esprimere e vi dò appuntamento a una nuova avventura nella nostra terra…..o magari anche su un’altro pianeta ma sempre con la nostra bene amata BICICRETTTTAAAAA.

  7. Ho appena letto il racconto di Alessandra, condivido in pieno, non ricordo, come lei, i nomi delle località ma ricordo i profumi, le sfumature di verde, i colori della “mia” Transardinia. Era un paio d’anni che volevo partecipare, ho scelto bene, l’anno giusto.
    Sono tornato e sono un altro, più calmo, più tranquillo, più paziente. Vivo un po’ di rendita ma forse è un cambiamento vero. Devo ringraziare prima di tutto Giorgio Pupillo per i percorsi, immagino la fatica per mettere insieme le tappe. Poi devo ringraziare tutti voi, siete stati fantastici compagni di viaggio, vi ricordo tutti con le vostre espressioni ed i vostri atteggiamenti. E’ stato un bellissimo periodo che metterò nell’album dei ricordi tra le cose più belle che ho vissuto, grazie di cuore!!

    Daniele

  8. Rientro a casa dalla transardinia felice, con una sensazione dentro che non mi fa smettere di sorridere e sentirmi di buon umore. E’ stato troppo bello, come descriverlo?
    Inizio a mettere in ordine i pensieri ed ho già la sensazione di non poter esprimere con le parole tutto quello che vorrei…tento almeno di dire quali son state le mie impressioni più significative di questa imperdibile esperienza!
    Parto con l’idea di provare, so che il percorso è impegnativo come lo sono tanti giorni in bici, ma si fa qual che si può nella speranza di arrivare a destinazione. Confido sull’assistenza del fuoristrada di Sardegna Freeride che ci seguirà tappa per tappa portandoci i bagagli
    A posteriori posso sicuramente dire che fare le tappe scarichi, senza pesi esagerati sulla schiena, da la possibilità di godersi più serenamente il percorso, comunque sufficientemente faticoso . E poi io credo ci si debba adattare ed arrangiare dove è veramente necessario, ma dove si può andare più comodi perché non farlo?
    La Transardinia è studiata in maniera impeccabile e posso solo complimentarmi con Giorgio Pupillo , che ha sapientemente tracciato il percorso, e con tutti gli amici che l’hanno accompagnato negli anni di esplorazioni. E’ un percorso che attraversa la Sardegna da nord a sud nel versante orientale, dove si estende la dorsale montuosa più significativa dell’isola. Un aspetto che colpisce è il fatto che tutte le sette tappe sono decisamente diverse l’una dall’altra ed anche durante ogni singola giornata il paesaggio cambia continuamente distraendoci dalla fatica della pedalata.
    Sarebbe ben più duro se mentalmente si rischiassero momenti di noia, invece gli scenari sono sempre nuovi e gli occhi non smettono mai di stupirsi ed incantarsi.

    Dal mare di Olbia si inizia a salire verso i rilievi granitici, con i sughereti tipici della Gallura ed i boschi di conifere delle vaste zone di rimboschimento. Poi prati verdissimi e corsi d’acqua quasi ci fanno dimenticare di essere nell’arida Sardegna che tutti erroneamente si aspettano di trovare.
    Dal granito si passa poi al calcare del Supramonte bianco e nudo, come fosse ricoperto di neve, oppure nascosto dentro immense foreste primarie di leccio.
    E’ primavera e la natura esplode di colori: il viola ed il bianco del cisto, il rosmarino, la lavanda, i ciclamini il rosa delle peonie, il giallo della ginestra, le orchidee colorano i nostri sentieri, immersi tra i corbezzoli e la fitta macchia mediterranea.
    Dal calcare del Supramonte ci muoviamo verso sud entriamo nelle più scure ed alte montagne del Gennargentu, che il vento ed il gelo dell’inverno hanno spogliato creando dei paesaggi quasi alpini, su scisti e graniti che superano i 1800m di quota, dove pascolano le mucche o corrono i cavalli allo stato brado, branchi di mufloni, e dove abbiamo avuto lo stupore di incontrare anche una piccola martora!
    Ancora più a sud torniamo al calcare del Mont’ Arbu di Seui, meno candido di quello del Supramonte, per attraversare la zona dei celebri tacchi alla Tex Willer, con canion e falesie di un’impressionante verticalità.
    Entriamo poi nella vasta zona mineraria che da Armungia ci separa dalla nostra destinazione finale che ci appare solo all’ultimo, dalla cime di Serpeddi, da dove ci si apre il panorama mozzafiato sulle saline ed il golfo di Cagliari. Qui, attraverso chilometri e chilometri di montagna disabitata, dove gli unici segni di presenza umana sono suggestivi ruderi di vecchie miniere, percorriamo in bici i sentieri che, dai paesi , portavano a lavoro gli operai . E’ inevitabile immaginare come potevano essere animati questi luoghi un secolo fa e quanto fatica e sacrificio umano abbiano visto.
    Certo la Sardegna è molto più di quello che abbiamo vistato in questa settimana, ma il percorso da una visione incredibilmente completa degli ambienti che si possono trovare. E’ davvero un lavoro significativo.

    Anche dal punto di vista della pedalata la transardinia ha sicuramente tutto: carrarecce con fondo buono o più sconnesso, single track, salite scorrevoli o dissestate, che a volte ci respingono o sfidano i competitivi tra noi. Discese veloci o più tecniche, guadi, sentieri introvabili nascosti in mezzo ai boschi, fondi battuti, rocciosi, o sabbiosi, e sempre poco, pochissimo, asfalto. Insomma un biker trova tutto quello che può farlo divertire…o penare!
    La sensazione che da una traversata di più giorni in bici, è mentalmente molto rilassante e liberatoria. E’ una condizione che consente di vivere le giornate con una spensieratezza difficile da creare in altre situazioni.
    E’ come se si avesse più possibilità di vivere il ‘momento’ completamente liberi da qualunque condizionamento, fretta, programmi o altri pensieri che portano a vivere meno intensamente il presente.
    Ci si dimentica di tutto. Si è lontani dalla civiltà, per giornate intere non abbiamo incontrato anima viva, siamo solo stati immersi nella natura. Le esigenze di tutti i giorni cambiano completamente limiti e ci i riduce all’essenziale. Si deve solo pensare a pedalare , sempre avanti, sempre incantati da tutto quello che ci circonda e senza doverci preoccupare di altro.

    Mi piace pensare che chiunque passerà dopo di noi possa trovare lo stesso incanto: mi auguro che paesaggi, sentieri, boschi e tutto ciò che ci ha circondati, siano rispettati per sempre, sperando che il nostro buon senso non porti in futuro altro asfalto, incendi o segni di inciviltà a violare la nostra terra, lasciando che sia solo la natura a trasformare sé stessa.

    Solo uno degli aspetti della transardinia non potrà mai essere riprodotto: il gruppo! Sono le persone che rendono veramente unica la nostra piccola avventura. Voglio dire che siamo stati davvero fortunati in questo. Il gruppo è stato fantastico.
    Sono partita con degli amici sardi, certa di essere in ottima compagnia, ed alla partenza ci siamo uniti ad altri bikers arrivati dal ‘continente’. Mai mi sarei aspettata un affiatamento così. Abbiamo riso veramente tanto, da farci male alla faccia!
    In effetti non abbiamo avuto nessun problema particolare che ci potesse creare disagi, se non due giorni di pioggia che ci hanno messi un po’ alla prova.
    Forse è stato un caso che tutti si andasse d’accordo o forse è proprio la spensieratezza della condizione e la sensazione di assoluta libertà in cui ci si trova che portano facilmente a legare e divertirsi evitando qualunque tensione dando la strana sensazione di conoscersi da sempre.

    L’ultimo pensiero va alle cene che ci aspettavano in agriturismo per premiarci dopo la fatica di ogni tappa. Il ricordo più speciale lo dedico al mitigo Pigozzi di Ertila al Bitti, per la sua incredibile simpatia ed accoglienza…ROBA GROSSAAAA!

    Un’indimenticabile esperienza! ora il mio umore vivrà di rendita per un po’…chissà per quando…fino a quando sarà il momento di realizzare un altro sogno!
    Grazie a tutti!

    Alessandra

  9. Ciao ragazzi,
    Prima di tutto vi faccio i miei sinceri complimenti per l’impresa e per il resoconto.
    Dal racconto traspare la stessa passione per l’avventura che mi ha portato (quando nemmeno avevo il gps) ad esplorazioni con mappa igm, altimetro e bussola, spesso finite al buio, o fra i rovi, con i polpacci sanguinanti.
    Le cose belle vanno condivise ed è con questo spirito che ho pubblicato le tracce gps e che mi occupo della promozione dell’itinerario tramite il sito.
    Mi spiace che abbiate avuto qualche problema con le tracce, che sono comunque testate continuamente ed aggiornate (come nel caso della prima salita di san Paolo di Monti,
    http://www.transardinia.net/_mgxroot/page_10822.html
    per la quale è stata già aggiunta la variante e per il singletrack lungo il greto del fiume zona Talana, che non era semplicissimo da trovare ma c’era, per il quale è ugualmente stata emessa una variante più semplice
    http://www.transardinia.net/_mgxroot/page_10825.html
    E mi rammarica l’inconveniente dell’agriturismo di Orgosolo (purtroppo è in mezzo al nulla ed è insostituibile se non ci si vuole caricare altri 10 km di asfalto), al quale tirerò le orecchie quanto prima.
    Resta il valore di un esperienza indimenticabile, che per me si rinnova ogni volta che pedalo felice i sentieri della Transardinia.
    Complimenti ancora
    Giorgio Pupillo
    __________________

  10. Transardinia maggio 2010.

    Esperienza incredibile, bellissima.
    Penso che il viaggio vada assolutamente diffuso e valorizzato affinchè diventi un sigillo che i bikers italiani ( e non ) si portino sulla maglia (o meglio nel cuore) a testimonianza di una avventura epica affrontata e superata.
    Personalmente penso che tecnicamente possa essere alla portata di molti, basta non improvvisare.

    Il resoconto del mio viaggio lo trovate a questo link:

    http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=180848

    A presto.

    Alberto

  11. Ecco invece il racconto di Stefano, tratto dal forum di pedalando.org della sua transardinia del 2006. buona lettura.

    arrivo ad Olbia ke si sta facendo giorno da poco e qui incontro Carmelo, con il suo pick-up ke sarà il nostro autista, oltre ke fotografo, ke ci porterà i bagagli tappa x tappa,
    mi porta ad un agriturismo da dove incomincierà il tour e dove stanno ancora dormendo gli altri partecipanti, beati loro, mentre io sto morendo di sonno,
    gli altri partecipanti sono 4 di un gruppo del Friuli (“la montagna in bicilcetta”), e una ragazza altoatesina di Villabassa, proprio dove si svolge la mitica Dolomiti Superbike,
    inolte con noi ci saranno 2 guide sarde, una già operativa, Mauro, mentre l’altra Giorgio (ideatore e realizzatore della Transardinia), tarda a venire, e telefona ke ha problemi tecnici con i freni idraulici e ke sta impazzendo da ieri sera x sistemarla,
    nn so se è proprio così, sta di fatto ke si presenta oltre le 10 con la bike apparentemente a posto, ma insieme ad una bella ragazza rumena (la sua ragazza), il ke mi fa pensare ad un…altro tipo di problemi!!!,

    cmq si parte sotto un sole cocente e un caldo umido tremendo, atipico anke qui in Sardegna, ke ci accompagnerà x le prime due tappe con punte al sole oltre i 40°, il ke ci mettera a dura prova fisicamente,
    queste prime due tappe sono d’avvicinamento alle montagne del centro dell’isola e sono molto dure x il continuo sali-scendi con fondo molo sconnesso e con strappi micidiali dalle pendenze impossibili, nella prima in particolare ke è stata la + lunga, oltra al ritardo accumulato alla partenza abbiamo avuto un incontro piacevole con dei cacciatori ke ci hanno offerto formaggi,salumi e vino…, con ovvi problemi di ripartenza e ke ci hanno fatto arrivare al buio, o meglio con le luci del pick-up,
    meno male ke il secondo giorno nn c’era il mitico Giorgione un pastore, ke stava fuori, altrimenti la sosta sarebbe stata + tremenda, Giorgione è ricordato (e SuperAle ne sa qualcosa) xkè è abituato a “tagliare” il vino con l’acquavite, il ke è tutto dire,
    ovviamene nn vi dico il ben di…… ke abbiamo mangiato ogni sera con prodotti tipici sardi:Porceddu,cinghiale,capretto,pecora, formaggi vari (anke quello con i vermi),salumi,dolci,cannonau,mirto,limoncello….
    ke ve lo dico a fa!!!
    le successive 3 tappe di montagna sono state x me sicuramente le + belle, con caratteristiche cmq diverse fra loro,
    la prima, il Sopramonte molto aspro e selvaggio (luogo conosciuto soprattuto x i sequestri dell’anonima sarda) è un percorso quasi totalmente “trialistico” su terreno calcareo, molto bello ma nello stesso massacrante, anke qui x una serie di problemi tecnici lungo il percorso siamo arrivati col buio all’agriturismo, un luogo dove, ce l’hanno detto le guide solo il giorno dopo, diversi anni fa una famiglia è stata sterninata a causa di una faida fra cosche;

    la seconda, si arriva al Parco del Gennargentu dove facciamo la cima + alta dell’isola a quota 1.834, x arrivarci facciamo prima un bel single-track in sali-scendo,poi un buon tratto con bici in spalla ma dalla cima una discesa tecnica in single-track, qui è stata l’unica giornata incerta con minaccia di pioggia, e con la temperatura in quota di appena 9 gradi con vento forte;

    la terza si svolge invece nella Barbagia con percosi molto panoramici, con continui saliscendi e dove risalta lo sperone roccioso del M.Perda Liana e anke qui nn mancano dei pezzi molto tecnici e trialistici
    ed infine le ultime 2 tappe nn meno belle ed impegnative delle precedenti ke ci porteranno nel sud dell’isola, con improvvise ed impegnative salite su terreno impevio e discese x lo + tecniche,
    qui la guida principale,Giorgio, ha lasciato il posto ad un altra guida: Amos;

    ripeto è stata una bel tour molto impegnativo, + del previsto e ben guidato dalle guide molto tecnolocighe con GPS e cartografia, anke ki ci seguiva con il pick-up aveva il GPS ed un portatile, e qui nn potevi fare altrimenti, l’interno della Sardegna è un dedalo di sterrate,sentieri, e nn trovi un’anima nel giot di decine di km, e di paesi ne abbiamo passait veramante pochi, stavamo in un’altra dimensione dell’isola conosciuta soprattutto x la sua meravigliosa costa,

    un plauso alle nostre guide, Giorgio, Mauro,Amos al nostro accompagnatore con il pick-up Carmelo e a Marcello il direttore dell’Ichnusa bike ke ci è venuto a trovare 2 volte,
    tutti bravi, simpaticissimi ma soprattutto ke con la loro passione della bici escursionista ci hanno fatto assoporare questa terra selvaggia e stanno contibuendo nel loro piccolo a valorizzarla;

    infine i partecipanti con il forte gruppo dei friuliani:Lucio, Mario,Fabrizio ed Enzo,
    tutti bravissimi bikers sia in salita ke in discesa, hanno sempre pedalato ad altissimi ritmi ed era molto difficile stargli dietro,e poi erano simpaticissimi con le loro battute ke vivacizzavano il tour,
    spero di andarli a trovare x conoscere le loro terre;

    ed infine un encomio alla prima donna ad aver partecipato alla Transardinia: Brigitte,
    per la verita nn ha fatto il tour completo, diverse volte è salita sul fuoristrada, (presumo xkè preferiva sicuramente la compagnia di carmelo ke la nostra), ma ha dimostrato di essere molto “tosta” soprattutto in salita,( fra l’altro ha partecipato con una front a noleggio), va cmq detto ke il suo obiettivo era quello di “apripista” x i suoi clienti tedeschi ke vogliono partecipare alla Transardinia, e si xkè la Ichnusa bike si sta allargando con contatti con altre agenzie interessate a questo progetto, difatti già a maggio sono previste 2 transardinia consecutive,
    mentre con Brigitte spero di venirti a trovare in occasione della Dolomiti Superbike;

    x me è stata l’ennesima e bella esperienza in mtb, e mi sono riproposta di ritornare in Sardegna a ritrovare i miei amici sardi ke propongono anke altri tour “+ tranquilli” e nn itineranti nelle zona delle miniere e dei 7 fratelli

    Ciao
    a presto

  12. Dear Gio,
    sento ancora l’inebriante profumo di timo..la fitta e silenziosa
    vegetazione che abbiamo violato col rumore delle nostre
    catene ha permesso a tutti noi di portarci un ricordo indimenti
    cabile di fatica mista a piacere, risate e maledizioni (parlo di
    me nei momenti più duri)..ho sentito le rocce franare sotto la
    ruota in una sensazione di esaltante adrenalina come quando
    comprendi che puoi farcela…uguale eccitazione nel dominare
    le alture alla fine di una faticosa pedalata in salita.
    una settimana in cui bici, natura e passione si fondono dentro
    di te lasciando la realtà fuori..che meraviglia.
    quei bei
    frutti rossi di cui cui non ricordo il nome esprimono non solo
    la dolcezza ma anche un senso di bellezza in un contesto di pri
    mitiva accoglienza..
    Ringrazio te Gio, Enri e Luca per la splendida compagnia, per aver
    ci trattati come amici.
    Alla prox transardinia…chissà.
    Marilena 22/10/08

  13. Ciao Giorgione !!
    beh, che dire, ho ancora la polvere addosso, i graffi sugli stinchi e sulle braccia, gli occhi aperti a quegli spazi infiniti, il cuore pulsante per le fatiche, le emozioni e le inebrianti risate dello splendido gruppo che (autostima) siamo stati !!

    Per ora grazie, ma… non e’ finita qui !!
    A breve le mie foto su ApoMountain01 in Picasa…

    ci teniamo in contatto !

    Guido Apostolo 14/10/08

  14. Ebbene si’,
    Sollecitato dalla richiesta di Gianpiero from Napoli,il 13 Settembre siamo partiti per una nuova versione di Transardinia, quella cicloturistica.
    Gianpiero, Aldo, Stefano, Luigi, Paolo e Alfredo, sei simpaticissimi ciclisti napoletani carichi di coraggio e allegria hanno affrontato e completato 420km di questa Transardinia, che vista l’attrezzatura ed il carico, non è stata meno avventurosa e incerta nell’esito delle altre.
    Il giorno dell’arrivo al porto di Olbia, quando li ho visti arrivare su modesti modelli di mountain bike, già pesanti di loro e appesantite ancora di piu’ da borse laterali cariche di chissà cosa, ho pensato che sarebbe stata un impresa davvero eroica farli arrivare sino a Cagliari.
    Ed il primo giorno, lungo le montagne di Ala’ dei Sardi sino a Mamone, è stato un battesimo di fuoco per tutto il gruppo, arrivato poi, in un modo o nell’altro sino all’ agriturismo Ertila di Pigozzi. Chi ha avuto i crampi, chi ha capito cosa voleva dire “non piu’ di 20 kg tra bici e bagagli, mi raccomando!”
    Alla cena da Pigozzi, ho avuto la conferma che questo era comunque un gruppo simpaticissimo, unito, e deciso a non mollare sino alla fine.
    I due giorni successivi sono stati piu’ leggeri. Da Mamone si scende, prevalentemente, anche se prima dell’arrivo ad Oliena non sono mancate salite impegnative.
    Memorabile la colazione con il latte di pecora da Pigozzi e lo spuntino eccezionale al centro servizi di Su Tempiesu.
    Il terzo giorno ad Oliena, si fa tappa alle poste e si rispedisce a Napoli una parte del prezioso carico.
    Luigi ed Aldo prendono l’asfalto per Orgosolo, mentre io ed il gruppo scaliamo Monte Corrasi diretti verso il Supramonte.
    Questa Transardinia XC per la prima volta passa all’estarno del Supramonte, su delle belle sterrate immerse nei boschi. Anche se questa non sarà una tappa dura come quella classica, in 40 km ci beviamo 1600 metri di dislivello. Arriviamo all’albergo da Maria Giovanna ad Orgosolo giusto un attimo prima che si scateni un rovescio di pioggia, C’e’ tempo per una doccia calda e poi subito tutti a tavola. Fuori fa freddo, 14 gradi, dentro il ristorante c’è il camino acceso e gli antipasti fumanti che ci aspettano!
    Purtroppo questo è il mio ultimo giorno con questo splendido gruppo. Viene a sostituirmi Piero come guida, che li accompagnerà sino a Seui.
    Dopo una ricca cena alla sarda saluto tutti e ritorno a Cagliari.
    Il gruppo il giorno successivo segue la variante ogliastrina del Gennargentu, la meta finale è Arzana, dalle notizie che mi giungono a fine serata, i ragazzi arrivano senza problemi.
    Gli altri giorni scorrono veloci, a Seui Sandro dà il cambio a Piero, e si cambia registro. Mentre Piero, tagliava dove poteva il percorso per alleggerire le tappe, Sandro non fa un km di sconto, e sprona il gruppo che si farà in due giorni 150 km e 3500 metri di dislivello, coprendo la distanza da Seui a Cagliari senza perdere un colpo.
    Ormai le gambe girano, tutti hanno preso il ritmo giusto, e all’arrivo al Poetto, (la spiaggia di Cagliari), i miei eroi sono quasi meno stanchi di quando sono partiti. Determinati a finire la Transardinia, rifiutano anche il passaggio che offro sulla mia station-wagon sino al porto di Cagliari, distante da li’ 10 km.
    Senonchè la pioggia miracolosamente evitata per tutta la settimana di Transardinia, stavolta li sorprende, e per dieci minuti si scatena un temporale di quelli che a Cagliari una volta ogni dieci anni, sembra acqua-bike piu’ che mountain bike, ma l’avventura è destino che sia cosi’, bisogna accettarla comunque vada sino all’ultimo chilometro.
    E’ stata una bellissima esperienza, anche questa Transardinia è stata diversa e ricca ed è valsa ancora una volta la pena. Grazie a tutti voi ragazzi, Aldo, Gianpiero, Luigi, Alfredo,Paolo e Stefano.

    Tags: cicloturismo, mtb.mountain bike, sardegna, transardinia

    • Post di Paolo Simonetti 21/09/09

      Desidero tracciare due righe su questa avventura da poco conclusasi. E’ stata dura! Probabilmente abbiamo affrontato questo viaggio con eccessivo ottimismo, mentre il livello di difficoltà merita un maggiore allenamento ed una dotazione tecnica all’altezza. Tuttavia ce l’abbiamo fatta, grazie anche alla nostra ostinazione, ma soprattutto all’aiuto di Giorgio, Alessandro e Piero. Di questo viaggio mi resteranno impressi le immagini mozzafiato di una Sardegna intatta da scoprire e da conquistare, l’odore della menta amplificato dall’acqua delle sorgenti, i sapori di una cucina sorprendentemente genuina e gustosa (Pigozzi docet), ma soprattutto l’estrema cordialità, ospitalità ed umanità della gente sarda. Tutto ciò fa passare in secondo piano la stanchezza e le difficoltà di cui già oggi, a meno di quarantotto ore dall’arrivo a Cagliari, mi sembra di non avere ricordo, e mi rende determinato a ripetere l’esperienza, magari l’anno prossimo, magari cambiando itinerario (la west..?? la Corsica..??), ma sicuramente con lo stesso team e con la certezza che la passione e l’esperienza di Giorgio ed Ale ci condurranno in porto. Paolo Simonetti

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